Un magazzino per lo stoccaggio di merci pericolose non può accogliere indistintamente qualsiasi sostanza chimica. Ogni autorizzazione è strettamente legata alle caratteristiche dei prodotti da conservare, alle quantità presenti e agli scenari di rischio presi in considerazione nella progettazione del deposito. Prima di introdurre altra merce è necessario verificare che rientri effettivamente tra le categorie autorizzate.
La sicurezza di un deposito di sostanze chimiche parte dall’analisi dei possibili scenari di rischio. Le caratteristiche dei prodotti, le quantità stoccate, le modalità di conservazione e le condizioni operative concorrono a determinare quali misure di prevenzione e protezione devono essere adottate.
È quindi il singolo scenario a definire le caratteristiche che il magazzino deve avere e le condizioni alle quali le merci possono essere detenute.
Un esempio utile per comprendere meglio come funziona l’autorizzazione al deposito riguarda i liquidi infiammabili. Non tutti presentano lo stesso livello di rischio. La loro classificazione tiene conto, tra gli altri aspetti, del punto di infiammabilità e delle condizioni di stoccaggio o di impiego. Di conseguenza, anche le misure di sicurezza necessarie possono variare in funzione della tipologia di prodotto. I liquidi infiammabili sono catalogati in 3 categorie. Se il magazzino è autorizzato allo stoccaggio di una sola categoria, le altre due sono automaticamente vietate.
Se un deposito è autorizzato alla detenzione di una determinata categoria di sostanze, le altre categorie che non sono state considerate nella fase di progettazione del magazzino non possono essere introdotte.
Potrebbe anche accadere che, dopo una verifica tecnica, le misure di sicurezza già presenti risultino sufficienti per gestire anche la nuova categoria. Ma questo non significa che il prodotto possa essere semplicemente stoccato, senza richiedere un’autorizzazione specifica.
La sicurezza non si basa su ipotesi o valutazioni successive non formalizzate. Se uno scenario non è stato preso in considerazione nella progettazione e nell’autorizzazione del deposito, deve essere effettuata una nuova valutazione.
Se un’azienda ha la necessità di stoccare una sostanza o una categoria di prodotti che non rientra tra quelle autorizzate in quel magazzino, è necessario avviare il procedimento previsto per modificare quanto precedentemente autorizzato.
In questi casi è necessario rivolgersi al Comitato Tecnico competente e presentare la documentazione necessaria per valutare la modifica, seguendo il procedimento più idoneo in relazione alla situazione specifica.
Solo al termine dell’iter sarà possibile sapere se e a quali condizioni il nuovo prodotto potrà essere stoccato.
Questo spiega anche perché, nel settore della logistica delle sostanze chimiche, tra la richiesta di un cliente e la possibilità concreta di stoccare una determinata merce possano passare mesi o, in alcuni casi, anche anni.
Non è sufficiente avere spazio disponibile all’interno del magazzino. Il magazzino deve essere autorizzato per le specifiche categorie di rischio e deve disporre delle misure di sicurezza coerenti con gli scenari valutati.
Scegliere un magazzino per lo stoccaggio di merci pericolose significa verificare molto più della semplice disponibilità di spazio. Occorre accertarsi che la struttura sia autorizzata per le specifiche categorie di prodotti, che le quantità previste siano compatibili con i limiti autorizzati e che le modalità di stoccaggio siano coerenti con l’analisi di rischio.
CDM dispone di strutture dedicate allo stoccaggio di sostanze pericolose in regime Seveso e non Seveso. I magazzini sono organizzati con aree compartimentate e misure di sicurezza definite in relazione alle diverse categorie di rischio e alle quantità autorizzate.
L’ufficio tecnico supporta inoltre le aziende nella valutazione delle esigenze di deposito e nella corretta gestione delle merci.