La Direttiva Seveso è molto più di un semplice riferimento normativo: rappresenta la cornice entro cui le aziende che trattano sostanze pericolose sono chiamate a costruire il proprio modo di lavorare. Operare in regime Seveso significa adottare un modello di logistica fondato sulla responsabilità, sulla competenza tecnica e sulla prevenzione continua. L’obiettivo è chiaro: prevenire e mitigare gli incidenti rilevanti, tutelando la salute, la natura e il tessuto industriale.
La Direttiva Seveso nasce per prevenire incidenti rilevanti connessi alla detenzione di sostanze pericolose e per limitare le conseguenze su persone, ambiente e territorio. Il nome deriva dall’incidente industriale avvenuto nel 1976 a Seveso, in Lombardia, quando una fuoriuscita di diossina ebbe conseguenze drammatiche sulla popolazione e provocò gravi danni ambientali. Da quell’evento è maturata la consapevolezza che la gestione delle sostanze pericolose deve basarsi su regole chiare, controlli rigorosi e una responsabilità diffusa lungo tutta la filiera.
Nel corso degli anni la normativa si è evoluta per rispondere a nuovi scenari produttivi, logistici e ambientali sempre più complessi, fino ad arrivare all’attuale legge Seveso III (2012/18/UE), recepita in Italia con il D.Lgs. 105/2015).
La Direttiva Seveso III rafforza un approccio strutturato alla gestione del rischio. Le sostanze pericolose vengono classificate secondo criteri aggiornati e armonizzati a livello europeo con il regolamento CLP (Classification, Labelling and Packaging). La normativa introduce obblighi più stringenti per i gestori degli stabilimenti di produzione e di stoccaggio, in termini di prevenzione, controllo e gestione delle emergenze.
La Direttiva Seveso prevede inoltre una maggiore trasparenza verso il pubblico, riconoscendo ai cittadini il diritto di essere informati sui rischi presenti sul territorio e sulle misure adottate per contenerli.
Per la direttiva Seveso i magazzini di stoccaggio non sono semplici luoghi di transito, ma spazi in cui il rischio va gestito con la stessa attenzione riservata ai siti produttivi. Quando le quantità di sostanze pericolose superano determinate soglie, anche le strutture logistiche rientrano pienamente nel campo di applicazione della normativa.
CDM dispone di un magazzino dedicato alla chimica, autorizzato allo stoccaggio di 6.000 tonnellate di prodotti pericolosi per l’ambiente, conforme alla direttiva Seveso. La sicurezza del magazzino è garantita da accurate soluzioni progettuali che permettono la compartimentazione delle merci in funzione delle loro caratteristiche. Vengono impiegate le migliori tecnologie per prevenire situazioni di rischio, incendio e contaminazione.